mercoledì 11 marzo 2015

Fecondazione eterologa

Ciao!

E' di questi giorni la notizia che la prima donna in Italia che ha potuto procreare con la fecondazione eterologa ha partorito due gemelli.
La fecondazione eterologa è quel processo per cui una coppia può avere figli con il seme maschile o con l'ovulo femminile di qualcuno esterno alla coppia. Nel caso succitato la donna ha fatto inseminare ovuli di un'altra donna fuori dal suo corpo e poi, a cinque giorni di vita, le sono stati inseriti e la donna ha portato avanti la gravidanza.

Sono stata tacciata di bigottismo cattolico e di ignoranza sentimentale e di ristrettezza mentale e di incapacità di dialogare. Ma io continuo a pensare che certi accanimenti contro ciò che la natura ci ha riservato, siano solo frutto di paranoie e carenze psicologiche. Credo che avere figli, diventare ed essere mamma siano esperienze immensamente intense, ma se anche una donna non riesce a viverle e provarle possa essere donna lo stesso. E che una donna equilibrata sa anche farsi una ragione di certe sfortunate mancanze che le sono potute capitare. E che il vero amore non è solo per ciò che è nostro: il vero amore è, senza bersaglio e senza etichetta e senza codice fiscale.

Volevo scrivere un post lungo e particolareggiato, per spiegare bene e meglio, ma poi chi se ne frega. A buon intenditor poche parole. 

Bye,
Sly

sabato 14 febbraio 2015

Quanti santi inutili...

Ciao!

Avevo erroneamente pensato che il periodo ultimo di agonia prima della nuova estate fosse quello di Natale e Capodanno, ma mi sbagliavo: c'era ancora il rigurgito di metà febbraio con il festival di San Remo e la ricorrenza di San Valentino! 

Per quanto riguarda il primo santo... come da tradizione in questo blog non ce ne frega una beata mazza. Perciò se volete sapere chi ha cantato, chi ha vinto o vincerà e polemiche di bassa levatura morale e intellettuale, cercatele altrove. A me è bastato vedere che una delle vallette dell'uomo abbronzatissimo che conduce è Arisa... cioè, Arisa una valletta... ma una volta non c'erano delle graziose e inutili farfalline che sbucavano da angoli remoti e che tanto rendevano l'effetto effimero quanto stolto ma oltremodo esteticamente apprezzabile, tipico della valletta??? Bah...

Per quanto riguarda il secondo santo... idem come sopra, direi! Noi si preferisce di gran lunga San Faustino, che tanto qua in casa GIGI'SS siamo tutti anarchici, ma collaborativi!

Perchi non sapesse chi sono i GIGI'SS farei un riassunto delle puntate precedenti (che a breve servirà per altre comunicazioni di servizio): c'era una volta la Sly, che conviveva con il canino nero Spaz da circa undici anni. Quand'ecco aggingersi alla famiglia il canino biondo anziano Sigi e il gattonzolo cucciolo nero Gino. E divennero i GIGI'SS! :-D Ne abbiamo da raccontare! Stay tuned!

Bye,
Sly

domenica 1 febbraio 2015

Abemus Presidente


Ciao,
ebbene, come da previsioni del super stratega (nonché presidente del consiglio non eletto) Matteo Renzi, forte di un centro destra allo sbando, alla quarta votazione è stato eletto il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana: Sergio Mattarella. Voti 665: Pertini ne aveva ottenuti più di 800 e sui 700 c'erano persino Ciampi e Cossiga...

Ora, è ovvio che chi sia veramente un politico ultrasettantenne, ultimamente nell'ombra, lo sanno veramente solo quelli di una certa età, coloro che erano attivi in politica ai tempi della democrazia cristiana... A noi ci salva internet e qualche bel articolo di opinionisti seri.
Sergio è il fratello del più "famoso" Piersanti, ucciso dalla mafia. E questo mica fa di lui un santo, sia chiaro. Infatti, salta fuori che Sergio era uno di quelli, insieme al sindaco di Palermo (suo concittadino) Leoluca Orlando che si scagliò contro Falcone e il suo operato, facendo in modo che giudice si trasferisse a fare altri lavori a Roma. E da lì tornava quel giorno che saltò in aria come tutti sanno.
Ora, mi rendo conto che finché andiamo a ravanare presidenti tra i politici della prima repubblica, è difficile trovarne uno di completamente pulito o indenne da passi falsi. Ma ci sono dei fatti che vanno oltre e, come con Cossiga, quando certi comportamenti portano a fatti luttuosi (Aldo Moro e Giovanni Falcone) il peso sulla persona non può passare indifferente.

Ah, poi altre cose... tipo il mattarellum (legge elettorale), ha appoggiato la candidatura del mafioso Vito Ciancimino a sindaco di Palermo, ha proibito un concerto di Madonna perché aveva delle scene profane, è interista... la Rosy Bindi che piange di gioia appena sa della sua candidatura... 

Poi può anche essere che fare il Presidente sia altra storia, che magari Mattarella lo farà anche bene... cioè stando zitto e firmando pure la scritta t'amo sulla sabbia... così da permettere allo showman Renzi di splendere in tutta la sua luce propria... radiottiva, al momento.
Certo che oggi Mattarella ha telefonato all'ex Presidente Ciampi esordendo con "Tu sei per me un punto di riferimento"... ah benon! Cominciamo proprio bene...

La cosa entusiasmante di questa elezione, comunque, è stato il clima da nomination modello Grande fratello o Isola dei famosi. Una cosa di gusto provinciale e pessimo, che di politico aveva ben poco. Per fortuna (...che culo!) ci ha pensato lo showman del Presidente del Consiglio in carica autoelettosi, che ha tessuto qualche trama politica, che tanto ricordava la scuola democristiana... ma così per dire... per dire.

Vorrei concludere con delle chicche elettorali, e non, del periodo in corso:
- Mattarella, appena eletto, si è mosso a bordo di una Panda e tutti lo hanno elogiato per la sobrietà... anche Renzi era arrivato in Smart e ora va a sciare con il jet privato pagato da noi...

- il portale Tiscali, ad ogni votazione riportava l'esito e il vestito della ministra Boschi, a pari importanza, con tanto di foto... della ministra ovviamente, circondata di tentacoloni panciuti dai capelli bianchi...

- nell'era tecnologica è per lo meno bizzarro vedere come mille onorevoli votino per l'elezione del Presidente con tanto di foglietto di carta, matita e urna di vimini...

- concludo con l'ennesima twittata idiota del Renzi... Premessa: la disoccupazione nel mese di dicembre, quindi rispetto a novembre, è diminuita dello zero virgola zero zero qualcosa e a dicembre ci sono stati centomila posti di lavoro in più rispetto a novembre. Ovviamente il twitt era di gioia e gaudio e fiducia nella crescita. Peccato che non abbia scritto a che mese si riferiva, che quando negli altri 11 mesi non si migliora una mazza non twitterà, che a ottobre eravamo messi così male che non si vedeva tanto male dal duemila e poco più... e lui è stato zitto zitto...

Ma io ogni tanto mi dico che se gli italiani credono a tutto ciò che vedono e leggono... forse si meritano anche tutto ciò che vedono e leggono. 
Buon lavoro Presidente! Si ricordi che Cossiga è stato zitto due anni prima di dare via all'embolo e alle picconate, magari lei prenda subito una posizione.

Bye,
Sly

sabato 17 gennaio 2015

Democrazia intellettuale



Ciao!

Tutto sommato aggiornare un blog non è particolarmente impegnativo dal punto di vista degli spunti di discussione. Detti anche polemiche. Ogni giorno ce n'è una: un po' perché siamo veramente bravi a creare situazioni imbarazzanti, un po' perché alla gente non passa più e polemizzare occupa quel poco di neurone rimasto per qualche tempo. Tant'è che si finisce per controbattersi con veemenza anche dove si è in sostanza d'accordo.

La libertà di parola sui social e il fatto che i social abbiano preso eccessivamente piede presso chiunque, ha portato ad una tecnica di espressione parecchio discutibile e fastidiosa, basata sull'offesa gratuita e sull'arroganza. Anche scrivendo si riesce ad ottenere ragione urlando... Ciò che più non sopporto è la mania di dare dell'idiota a chi non la pensa come te, a prescindere dalle motivazioni.
Voglio dire, è idiota chi spara sentenze senza informarsi e le spara pure borioso. Ma chi si forma un'idea io lo stimo. Anche se diversa dalla mia, o forse soprattutto per quello: non sopporto i caproni opportunisti di cui è pieno il mondo.

Veniamo quindi alla polemica della settimana: la liberazione di Vanessa e Greta, due ragazze italiane rapite in Siria circa sei mesi fa. Si vocifera che sia stato pagato un riscatto di dodici milioni, ma ovviamente il ministro degli esteri nega. Cerchiamo di capirci subito: la vera verità probabilmente non si saprà mai, ma in ogni caso se c'è ancora qualcuno che crede a quello che dichiarano i ministri... beato lui! 
Parlando in termini molto freddi, il riscatto ha dell'assurdo: per salvare due anime abbiamo finanziato terroristi sull'acquisto di armi che ne ammazzeranno ben più di due, di anime. Bisogna anche smetterla di ragionare a "Le salvo perché sono italiane" perché se no tutti i discorsi pacifisti del siamo tutti fratelli e io sono Charlie diventano un po' delle prese in giro. Come bisogna smetterla di ragionare a "Pensa se si trattava di una tua parente" perché se no dovrei piangere fiumi di lacrime ogni giorno per i morti dall'Australia all'Uzbekistan, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno! Suvvia, nelle questioni internazionali o di vasto raggio bisogna essere asettici e quando c'è un dolore personale bisogna portare rispetto al dolore anche se minimo, ma non mescoliamoli in ingenue pantomime o in giochini di tornaconto mediatico!

Poi c'è la questione di cosa ci facevano queste qua in Siria da sole. Già. Voglio dire, se devi fare volontariato affidati almeno a qualche organizzazione specifica. E se non ti va o preferisci seguire una tua linea e rischiare... rischia! E sinceramente, che uno rischi così tanto solo per portare aiuti che potrebbe portare anche con meno pericoli, a me puzza parecchio. E infatti, una volta rapite, il web ha scovato notizie alquanto ambigue sulle finalità delle due ragazze e sulle loro frequentazioni e contatti. Ambigue e contraddittorie sia per la loro posizione, che per quella del governo italiano rappresentato dal succitato ministro degli esteri... Ti credo che andavano liberate, se no sai che casino saltava fuori se mandi due ragazze a morire così? Sempre che poi le due in questione fossero veramente ingenue.
C'è da dire che le due signorine, infatti, sono tornate ben pasciute per essere state sotto prigionia siriana per circa sei mesi...

Ora, scusate ma io ho un punto debole. Uno solo, sia chiaro... ;-)
Cioè, quando succedono questi fatti il pensiero mi va immediatamente alla vicenda del povero Callipari, morto per salvare un'ignorante Sgrena, giornalista che ha voluto fare la sborona rischiando dove sapeva di non potere e infatti è stata beccata. Ma il fatto ancor più grave è il comportamento strafottente e indelicato (chiamiamolo indelicato!) della Sgrena negli anni successivi. Che se io fossi una parente di Callipari le avrei già tirato un cartone sui denti!
Perché scrivo questo: oltre che per giustificare una mia umanità che mi porta, come tutti, ad avere delle spinte emotive verso certe prese di posizione, lo scrivo anche per riagganciarmi con il discorso iniziale del confronto di idee. Il problema non è avere idee differenti, il problema è riuscire ad averle in quanto nate da una conoscenza dei fatti, da una cultura, da un ragionamento proprio. Ma soprattutto, ottimismo o meno, da un senso della realtà: come si fa ancora a credere che quello che ci dicono i governanti sia la vera verità? Come possiamo ancora pensare che le notizie dei giornali non siano pilotate ad arte? Come si fa a credere di essere noi cittadini il fulcro dei pensieri dei nostri governanti???
Sia chiaro, intendo governanti di tutto il mondo, mica solo i nostri. Anzi, forse noi siamo anche quelli più baucchi. In America e in Russia ci sanno fare con più esperienza, anni e anni di allenamento all'occultamento...

Dobbiamo reimparare a coltivare la cultura delle idee, del ragionamento. Non c'entra la destra e la sinistra, non c'entra il giusto e lo sbagliato su cose ovvie quanto il sole e la luna. C'entra l'uso di quel povero neurone abbandonato che ancora però ci rimane aggrappato alle pareti del cervelletto con tenacia, come Manolo alla roccia.

Ah, a tal proposito: siamo d'accordo tutti, spero, che le due tipe sprovvedute non hanno niente a che fare con i due marò, vero? Bene.

Bye,
Sly    

domenica 11 gennaio 2015

Io sono razzista



Ciao!

Un post sui fatti di Parigi era doveroso, anche se non è facile affrontare la selva di argomenti che si aprono da un episodio del genere. E poi, sappiatelo e immaginatelo dal titolo del post, non sarò dolce.

Il fatto: in Francia il giornale Charlie Hebdo pubblica vignette satiriche abbastanza pesanti e spesso di cattivo gusto. Su qualsiasi tematica, su qualsiasi religione e su qualsiasi stato. Solo che, mentre nell'occidente cristiano si fa a meno di comprare il giornale se si dissente sui contenuti, nell'occidente mussulmano si arruolano tre teste calde e le si manda in redazione a Parigi a sparare ai vignettisti. Dodici morti. Poi si scappa, si viene inseguiti, si prendono ostaggi, si spara ancora uccidendo poliziotti (altrettanto musulmani, fatalità...) e alla fine si muore comunque, ma con un'altra decina di vittime sparse lungo il tragitto.

Ora, partono varie considerazioni: sulla paura di attentati in Europa, sulla libertà di stampa, sulla tanto declamata tolleranza razziale in Francia (gli attentatori erano mussulmani francesi di seconda generazione), sulle idee della Fallaci che anticipavano questi fatti e altri, e chi più ne ha più ne metta.
Intanto trovo sbagliato paragonare, come è stato fatto, la sparatoria al giornale francese con l'attentato alle Torri gemelle del 2001, seppure la provenienza ideologica del gesto (e forse anche i manovratori occulti) siano gli stessi. Voglio dire, considerando già solo il numero delle vittime e il fatto che siano finite dentro al "mucchio" solo perché si trovavano nelle Torri, non è come a Parigi che il bersaglio era ben preciso. Questione di rispetto delle proporzioni e della sfortuna, voglio dire.

Sulla libertà di stampa credo ci sia poco da dire: è giusto che ci sia, anche se spesso si rasenta l'offesa e il dileggio senza un minimo di umanità. Certo è che per dissentire non è necessario ammazzare.
Uccidere fa parte della strategia successiva: quella del terrore. Ne sappiamo qualcosa noi in Italia con mafia, camorra, 'ndrangheta, Brigate Rosse, tangenti e poi chissà che altro esiste! Pensiamoci: siamo terrorizzati (e i terroristi lo sanno bene, visto il nome che portano poi...) da venti morti in quanto avvenute per mano islamica, ma le centinaia di morti per opera delle organizzazioni criminali ce li siamo dimenticati? Beh, certo, come fra qualche tempo succederà per i vignettisti di Charlie Hebdo. Scalpore esagerato, fiammata imponente e poi tutto procede come prima. L'attacco dell'11 settembre 2001 ci ha segnati un po' di più, è vero, ma adesso pensateci un po' e ditemi come vi sentite... E pensate agli anni di piombo... la mia generazione (e non siamo vecchi!) mica sa niente, anzi in troppi sperano nel ritorno delle BR. In tanti nel ritorno del fascismo.
Quello che voglio dire è che, probabilmente anche contro le speranze degli stessi terroristi, c'è un'ignoranza storica che ci pervade, l'ignoranza non tanto delle date e dei nomi, ma dei contenuti ideologici e delle loro conseguenze. L'ignoranza sulla ciclicità della storia.

E qui mi aggancio ad un altro aspetto: ovviamente la televisione e le radio, e i social, si sono accesi di post e dibattiti sull'islamismo, sui mussulmani, sui terroristi, andando a scomodare papi e crociate e Corano e vangeli! Incalzati da un tam tam di informazioni continuo, culminato con la diretta dell'ultima strage... c'erano più telefonini e telecamere che armi, ma la strage si è compiuta ugualmente. Ora, ben venga se ogni tanto rispolverare certi argomenti può contribuire a fare cultura... ma bisogna anche conoscerli questi argomenti! Se ne sono sentite di ogni! Penso che qualcuno possa anche essersi inventato pezzi di Corano pur di giustificare le proprie idee... Il grave è che le mandrie di persone che seguono i media, sono quelli che guardano i programmi condotti da Barbara d'Urso, e poi ci credono alle varie boiate che sentono!!!

Infine, concluderei con una doverosa e sentita carrellata sul buonismo, anche per riagganciarmi al titolo del post. Anch'io ho sostenuto subito l'iniziativa "Io sono Charlie", non tanto perché mi piacessero le vignette, quanto perché non mi sento né terrorista né mussulmana, ma soprattutto perché sono per la libertà di pensiero e di espressione. Poi, si sa, l'espressione sa prendersi le oneste libertà a seconda dell'intelligenza che trova...
Resta però sempre il fatto che nessuno ha mai il coraggio di ammettere di essere razzista, ma alla fine in qualche modo lo siamo un po' tutti. Cito definizione di razzismo:  Ideologia che, fondata su un'arbitraria distinzione dell'uomo in razze, giustifica la supremazia di un'etnia sulle altre e intende realizzarla attraverso politiche discriminatorie e persecutorie/ estens. Ogni atteggiamento o manifestazione di intolleranza. Ecco, sia chiaro, la definizione è particolarmente cruda, ma spesso la realtà è edulcorata da atteggiamenti di comodo, da etichette sociali, ma anche da una codardia dell'essere umano. Se togliessimo i vari strati di cellophane e andassimo al vero dei sentimenti... la definizione non parla di uccidere o di torturare fisicamente, ma di perseguire il convincimento altrui alle nostre idee sì. Ora: la nostra cultura predominante è cristiana, e crediamo che sia la migliore. Se così non fosse, nulla ci vieta di "spostarci" su ideologie differenti. Stessa cosa vale per la politica o per diversi aspetti della vita dove non c'è un giusto o sbagliato, ma un preferibile. Invece c'è un'ipocrisia e una codardia in giro, che alla fine nessuno è nemmeno più capace di prendere posizione, di avere una coscienza.

Concludo ricordando che mentre ce ne stavamo tutti a guardare la tv per seguire in diretta l'inseguimento ai tre terroristi e scrivendo dappertutto #iosonoCharlie, in Nigeria venivano ammazzate duemila (duemila!) persone in un colpo solo e una bambina di dieci anni veniva imbottita di tritolo e fatta esplodere. Ma forse i neri, malgrado i tanti anni passati dall'abolizione della schiavitù, contano ancora meno dei bianchi europei. Economicamente, poi, non ne parliamo...

Mentre scrivevo a Parigi un milione di persone sfilava fini a Piazza della Repubblica come segno di coraggio e democrazia. E altre seicentomila persone facevano altrettanto nelle province. Giusto così, giusto reagire e farlo in questo modo collettivo. Ma ricordiamoci che poi da soli nei prossimi giorni dobbiamo portare avanti il messaggio, come gocce nell'oceano. Anche se mi immagino il capo di Al-Qaeda che si guarda la televisione se la ride sotto la barba immaginando tante formichine spiazzate da un calcio, mi dico che è proprio per questo che si deve perseguire lo sforzo da soli. Le marce sono solo un ipotetico summit per fare il punto della situazione e risvegliare le coscienze. 

Ok, ora ditemi pure che ho sparato una marea di scemenze. Ma qualcuno deve pur farlo.
Io sono razzista. Pacifista, però.

Bye,
Sly  

lunedì 5 gennaio 2015

La magia del sud


Ciao!

Pochi giorni fa ci lasciava il cantante Pino Mango per un infarto durante un concerto. Questa notte stessa sorte per Pino Daniele. Entrambi 60 anni.
Nasce spontanea una battuta un po' irriverente: che sia colpa dell'inquinamento? E io penso che sì, in qualche modo una forma di inquinamento c'entra...

Mango e Daniele erano entrambi meridionali, il secondo era addirittura napoletano. Scrivo addirittura perché, c'è poco da fare, Napoli e i suoi abitanti sono una cosa particolare! Lo dico da veneziana che a Napoli non c'è mai stata e chissà se mai avrà il coraggio di metterci piede. Lo dico con un po' di distacco nordico, lo ammetto. Non mi sento in colpa, si nasce e si cresce in un territorio infarcito di una certa mentalità, non si può pretendere diversamente.
Però l'inquinamento a cui accennavo prima io lo attribuisco proprio a questo nord e alla sua mentalità. Siamo inquinati di aridità emotiva.

Pino Mango a me piaceva molto e lo conoscevo di più come cantante rispetto a Pino Daniele, ma è indubbio che se anche a Venezia si arriva a cantare canzoni come "Napule è" in un napoletano improbabile, un significato lo possiamo trovare solo nell'uso del cuore nell'arte e nella vita. Quel cuore che, forse, si è spremuto troppo presto, ma che non morirà mai davvero per i tesori che ci ha lasciato.

La magia del sud sta in questi incanti e nelle sue contraddizioni. Il sud da qui sembra sempre un problema da risolvere, ma poi chissà qual è davvero il problema...

Bye,
Sly 



mercoledì 31 dicembre 2014

BUON 2015!!!



Ciao!

...potrei farlo io il presidente della repubblica... il discorso di fine anno sul blog è sempre puntuale e preciso! :-) 
Come scrissi tempo fa, negli ultimi due anni, ma soprattutto in questo 2014, il blog si è un po' smagrito... Confesso che mi sono dedicata più a facebook, per motivi di comunicabilità immediata e veloce più consona alle mie giornate ricche di impegni e stravolgimenti d'orario (in quindici mesi credo di aver cambiato tre orari di lavoro!). 
Quindi, siccome le buone abitudini non vanno smarrite, il mio proposito per il nuovo anno è di tornare a colorare questo bel bloggino che oggi compie già sette anni!!! Vi rendete conto??? Nato nel 2007, più sette... Sette è un numero e un anno magico... ;-)

Che dire di questo 2014? Ho visto anni migliori dal punto di vista degli eventi a me non imputabili e classificabili in categorie quali "botta di culo" da una parte e "sfiga" dall'altra... 
Per quanto riguarda gli eventi a me riconducibili, la cosa più bella di quest'anno è stato indubbiamente l'arrivo dei GIGI'SS, cioè il canino Sigismondo e il gattonzolo Gino che si sono aggiunti alla famiglia composta da Spaz e me! Io li amo alla follia!
Ma non dimentichiamoci altre cose vive che sono entrate in famiglia e che saranno il mio futuro: le cinque campane tibetane (capitanate da Bells), l'handpan Anahata, l'ocean drum Soul, i cimbali Cimby, il tamburo sciamanico Earth!!! Perché il suono è vibrazione e vita e parla direttamente con l'anima...

Altro proposito per il 2015: continuare a studiare pianoforte, in modo amatoriale chiaramente, ma con l'intento di riuscire ad accompagnare e cantare in autonomia una delle mie canzoni! A tal proposito, ringrazio gli amici friulani del Salotto di Irene che mi hanno dato l'opportunità di esprimermi artisticamente con le mie poesie e le mie canzoni. Per me è stato veramente importante. 

Comunque vada comunque sia... gli ultimi mesi mi hanno portato a leggere testi parecchio interessanti e ad incontrare persone e suoni, che mi hanno aiutata a capire che strada seguire e chi sono io. Solo nell'ultimo mese ho sistemato tasselli importanti di puzzle, riuscendo a far luce su molti lati oscuri. Ho fiducia che il 2015 sarà più facile, a prescindere da ciò che succederà. Anche se non mi farebbe proprio schifo se qualcosa andasse a posto di suo senza il mio intervento, ecco... :-)

Concludo con il mio "solito" pensiero, a cui tengo molto: ricordiamoci sempre di chi è solo e di chi si sente solo. Possiamo dedicare del tempo agli altri, ma se non riusciamo ricordiamoci che un pensiero gentile e d'amore, se è sincero, riesce a scaldare ugualmente. Cominciamo a fare della gentilezza il nostro modo d'essere ogni giorno, in ogni cosa.

BUON 2015 A TUTTI!!!

Bye,
Sly  

mercoledì 3 dicembre 2014

Seconda edizione Concorso letterario STORIE VAGABONDE!!!

Ciao!

Ebbene, ci abbiamo preso gusto ed è partita la seconda edizione del concorso letterario STORIE VAGABONDE! Da me ideato, organizzato, coordinato, manipolato, condotto, ampliato, santificato! 
Di seguito il bando di concorso: rispetto alla scorsa edizione abbiamo aggiunto la sezione "COMBINATA", che prevede un mix di racconto e poesia a tema... esperimento interessante... Ah, poi abbiamo aggiunto giurati nuovi ai vecchi. Perciò ringrazio tutti i miei compagni di viaggio per l'entusiasmo e l'impegno preso! 
Scadenza invio elaborati 31 gennaio 2015. Ecco il bando:



CONCORSO LETTERARIO “STORIE VAGABONDE”
Seconda edizione
Concorso amatoriale gratuito di racconti brevi con premio in libri.


E’ indetta la seconda edizione del concorso letterario “Storie vagabonde”, la cui partecipazione è aperta a tutti, purché maggiorenni, con opere aventi le seguenti caratteristiche:

-      Sezione A: RACCONTI BREVI, sia editi che inediti, della lunghezza massima di 6.000 caratteri (titolo e spazi inclusi) a TEMA LIBERO

-      Sezione B: COMBINATA A TEMA! Facciamo un esperimento: si partecipa con un racconto di massimo 3.000 caratteri e con una poesia di massimo 24 versi, i due componimenti verranno valutati nella loro individualità, ma avranno anche un voto per la combinata! Il tema è: IL COLORE GIALLO! I testi devono essere inediti e possono anche essere di due autori diversi, ma conta anche come si amalgamano fra loro. Il titolo dell’elaborato sarà riferito alla combinata e non ai singoli testi contenuti.

Verranno esclusi racconti dal contenuto offensivo, pedo-pornografico, razzista o che leda in qualche modo la dignità altrui. Non si accettano opere dialettali.

La PRESENTAZIONE degli elaborati avverrà tramite MAIL, in forma di allegato, all’indirizzo

avendo cura di specificare nell’oggetto solo il titolo dell’elaborato e la sezione a cui si vuole partecipare, di non aggiungere testo nella mail, di utilizzare file solo in formato word (per la combinata si richiede un singolo documento) e di nominare tale file come il titolo dell’elaborato. Si raccomanda di non inserire dati anagrafici né all’interno del file, né all’interno della mail. Vi verranno chiesti tramite mail in caso di piazzamento utile.

Il termine ultimo per la presentazione degli elaborati è il 31 gennaio 2015.

I racconti verranno letti e valutati entro il 31 marzo 2015 da una giuria composta da: Silvia Borghi (coordinatrice e organizzatrice), Antonio Maoggi, Candido Bottin, Daniele Orsini, Elisa Irene Anastasi, Federico Sinopoli, Ismar Gennari, Pia Carmela Strafella, Roberto Turrinunti.

I PREMI per i primi tre classificati per ogni sezione consistono in:
-      Primo classificato: 2 libri editi dai giurati.
-      Secondo classificato: 1 libro edito e 1 libro auto pubblicato dai giurati.
-      Terzo classificato: 1 libro auto pubblicato dai giurati.
I libri, autografati, verranno spediti senza alcuna spesa a carico dei vincitori all’indirizzo che ci verrà comunicato via mail. I vincitori verranno avvisati sulla casella mail utilizzata per partecipare al concorso. In caso di mancata risposta, i premi e la classifica scaleranno agli autori successivi.


E’ attiva anche una pagina face book:

Storie vagabonde – concorso letterario

Nella quale pubblicheremo aggiornamenti, variazioni ed eventuali slittamenti di date. Verranno pubblicati, inoltre, i titoli dei racconti in concorso man mano che arriveranno alla casella mail, precisando in ogni caso che il numero di “mi piace” non influirà sulla valutazione finale.
Infine, l’organizzazione si riserva, in caso di buona riuscita del concorso, di produrre in auto pubblicazione un’antologia dei migliori racconti, richiedibile autonomamente dagli interessati con modalità che verranno specificate.
Pertanto, a seguito di questo bando, gli autori che parteciperanno al concorso ci autorizzano ad usare il materiale inviatoci all’interno della pagina face book succitata e nell’antologia, ovviamente con citazione del nome e cognome o pseudonimo dell’autore.
Gli altri dati eventualmente comunicati (quali l’indirizzo di spedizione e l’indirizzo mail) verranno utilizzati solo ai fini del concorso e non a scopi pubblicitari e saranno messi a disposizione solo del coordinatore e dei giurati per poter adempiere agli impegni presi verso i partecipanti.

Per ogni altro tipo di informazione o chiarimento, potete usare preferibilmente la messaggistica della pagina face book oppure la mail scrivendo nell’oggetto INFO.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.


ASPETTIAMO LE VOSTRE STORIE VAGABONDE!!!

Bye,
Sly

giovedì 13 novembre 2014

L'innocenza

Ciao!

Eppure, infine, le mie sensazioni hanno sempre avuto ragione. In qualche modo, prima o poi, seguendo sentieri più o meno tortuosi, le mie sensazioni ala meta ci sono sempre arrivate. Certo, spesso capita di capirlo tardi, specialmente quando si è giovani. Specialmente se si è ciechi, sordi e prigionieri.
Le sensazioni vivono di innocenza e l'innocenza va ritrovata. Meglio sarebbe dire che non andrebbe mai persa. Ma tant'è che viviamo in un mondo costruito - male - e schematizzato - peggio -, quindi s'ha da dire che va ritrovata.
Si può veramente riscoprire l'innocenza? O una volta sporcata resta macchiata per sempre? Come sarà la nostra nuova innocenza anche se la ritrovassimo?
Avete mai guardato qualcosa, che di solito vedete di giorno, di notte? Vi siete mai fermati ad ascoltare le vibrazioni di un muro con un'insegna luminosa di un negozio chiuso, o di un tavolino di un bar vuoto, di notte?
Vi siete mai messi a camminare in mezzo ad una strada asfaltata osservandone i granuli e le crepe, che in macchina invece scivolano senza esistenza?
Avete mai chiuso gli occhi al cinguettio degli uccellini in una mattina soleggiata d'ottobre, senza che lo sgomento vi porti lesti a riaprirli per raggiungere ancora il rumore della vita artificiale?
Riuscite ancora, nel silenzio, ad ascoltare il ritmo del vostro cuore?
Quanto sentite di essere voi e quanto ciò che si vorrebbe di voi?

L'innocenza si cela dietro ogni nostro respiro, se solo tornassimo a respirare lentamente e profondamente.

Bye,
Sly

lunedì 3 novembre 2014

Malasanità, malapolizia, malapopolazione...

Ciao!

Il fatto è che in Italia abbiamo bisogno di casi Cucchi per avere una valvola di sfogo. Se sbrocchi su un caso Cucchi sparando luoghi comuni a favore di Cucchi, trovi mandrie di gente che acconsente e appoggia. Anche solo per non esporsi.
I comunicati dei sindacati di polizia, letti in occasione del caso Cucchi, sembrano composti di parole e concetti inammissibili. Ma se la mandria leggesse lo stesso comunicato dopo che il proprio figlio/fratello è morto per droga perché uno spacciatore non è stato trattenuto dai poliziotti per "non rischiare di fargli male e creare un altro caso Cucchi" (e succede!) allora forse quel comunicato avrebbe un sapore diverso...

I chirurghi non sono dio e i poliziotti non sono robocop. Ci sono anche i disgraziati che si dimenticano le pinze dentro le pance dei pazienti o i delinquenti in divisa che si credono autorizzati al potere estremo con o senza armi, ma l'odio verso la categoria è da mandrie di caproni. Guardare le cose senza il doveroso distacco dal contesto personale è deleterio per l'intero sistema, tenuto conto che si reagisce così per ogni cosa (i tifosi sono tutti sbandati, i bancari fanno la bella vita e non li licenzia nessuno, i professori bocciano perché hanno ansie represse, piove governo ladro). 
Perché poi però, se siamo noi a sgarrare (esempio tipico il rientro in notturna post bevuta) in fin dei conti per una volta e poi non era così grave (stop, alcool test, ritiro patente... che stronzi, per una volta e poi mica ero ubriaco!).

Vabbé, incazzatevi pure. Io preferisco vedere giustizia vera a braccetto con intelligenza e cultura. Cose che mancano un po' a tutti: a noi e ai volponi che ci governano.

Bye,
Sly