sabato 11 febbraio 2017

Le mani



Ciao!

Due terzi del nostro cervello sono collegati alle mani. Nelle mani ci sono due chakra secondari, collegati direttamente al chakra del cuore. Le mani sono astrologicamente collegate al segno dei gemelli e entrano nella sfera della comunicazione. Le mani comunicano.
Certo: fisicamente afferrano, impugnano, tastano, premono, porgono. Ma anche indicano, segnano, fanno i pugni, si stringono tra loro, accarezzano. Suonano, modellano, scrivono, lanciano baci. Guariscono.

Quando maneggiamo un oggetto fragile è normale tenerlo con cautela, toccarlo con gentilezza. Se non lo trattassimo bene, potrebbe rompersi. Ma la gentilezza non dovrebbe partire dall’oggetto. Dovremmo trattare tutte le cose che ci appartengono o che anche solo per un momento transitano fra le nostre mani, con la stessa cura con cui tratteremmo un bicchiere di cristallo. L’aspirapolvere, il sacchetto della spazzatura, una lattina vuota che depositiamo nel cestino, un capo di biancheria che finirà nella cesta dei panni sporchi. La macchinetta del caffè, un libro, lo spazzolino da denti, il basculante del garage, le bollette del gas in pieno inverno, gli occhiali che scivolano giù per il naso. Il pallone restituito a un bambino, il bastone caduto ad un anziano, una pratica al collega.

Non è solo il rispetto verso l’oggetto, è un’indole di intelligenza e gentilezza che parte dalla persona, si esprime attraverso le mani e arriva ad un’altra persona. Le mani comunicano quel che siamo, trasmettono quel che proviamo innanzitutto per noi stessi. Non ci può essere cortesia nel cuore quando le mani sono maleducate, non ci può essere delicatezza nel cuore quando le mani sono svelte, non ci può essere serenità nel cuore quando le mani sono nervose. Non si tratta di lentezza o di forza, è qualcosa che va oltre il mero gesto e si percepisce oltre il mero occhio.

Certo è più facile provare sentimenti altruistici quando si ha a che fare con persone, cose o animali che ci appartengono. E’ per certi versi pure scontato. Non è che ci si stia mentendo, per carità, ma il vero salto di qualità, il vero passaggio di coscienza si ha quando il sentimento c’è, esiste, nasce a prescindere da a chi o a cosa è indirizzato. Le mani gentili lo sono anche quando usano la carta igienica…

Bye,

Sly

domenica 29 gennaio 2017

STORIE VAGABONDE Concorso letterario - RISULTATI

Ciao!



Siamo giunti alla fine della QUARTA edizione del Concorso Letterario STORIE VAGABONDE! Tanta enfasi perché io sono l'ideatrice, la coordinatrice, l'imperatrice di cotanto avvenimento...

Ma siamo un concorso serio! Abbiamo i giurati e le sezioni e pure i partecipanti! Orpo!

Scherzi a parte, sono soddisfatta della partecipazione e dell'attenzione verso questa nostra iniziativa, che un giorno (sapevatelo!) diventerà più importante del premio Strega, Campiello, Pulizter e Nobel messi insieme! 

Mentre aspettiamo di raggiungere tali vette, però, vorrei dire che se il livello qualitativo generale dei racconti raggiunge la sufficienza... quello delle poesie è molto tristemente al di sotto. Non abbiamo potuto, per decenza, assegnare nemmeno una menzione d'onore. Ahinoi! 
Però il podio è degno di stare sul podio, questo è giusto sottolinearlo.

Ancora un sentito GRAZIE-GRAZIE-GRAZIE ai miei collaboratori: i giurati vagabondi! Senza di loro, senza il loro professionale e gratuito aiuto tutto questo non potrebbe accadere! Vi lovvo!

A breve pubblicheremo l'antologia e fornirò il link. Per la quinta edizione... arrivederci a settembre! 

Bye,
Sly 

domenica 15 gennaio 2017

LA SPECIALIZZAZIONE





Ciao!

Qualche sera fa seguivo distrattamente un dibattito in televisione, quando ho sentito pronunciare questa frase: "E' indubbio che il futuro sarà di chi si specializza in qualcosa, i giovani devono capire che se vogliono trovare lavoro devono specializzarsi".

Personalmente, non so se il futuro sarà veramente questo, ma sicuramente sono sempre stata a favore della specializzazione sul lavoro e sui mestieri. Peccato che da circa vent'anni a questa parte, questa specializzazione sia stata volutamente fatta sparire.
Faccio un esempio sul mio ambiente lavorativo: la banca. Una volta si entrava in banca per un motivo, prendiamo ad esempio chiedere un prestito, e c'era l'impiegato addetto ai fidi e prestiti. Non solo: c'era quello per le persone fisiche e quello per le ditte. Ma circa vent'anni fa è partito il processo del "tutto bene tutto bello" (così lo chiamo io in maniera ironica) dove una persona che entrava in banca doveva potersi sedere ad una scrivania e parlare sempre con lo stesso gestore di qualsiasi cosa. Ora, non so voi, ma io preferirei cambiare dieci scrivanie per dieci problemi differenti e uscire con dieci risposte convincenti, che sedermi ad una sola e aver risolto in modo posticcio e discutibile neanche la metà dei problemi che avevo. Specialmente quando si affrontano esigenze tecniche e, appunto, specialistiche.

Non solo. Sempre parlando do barbarie a vari livelli, prendiamo quei mestieri come gli intermediari: l'agente immobiliare, l'agente letterario e via dicendo. Erano professionisti a cui certamente si pagava il servizio svolto, ma almeno si aveva un'utilità concreta. Professionalità che permetteva di fare subito la scelta giusta. O, come nel caso dell'editoria, permetteva all'aspirante scrittore di non dannarsi l'anima se non valeva nulla e al lettore di leggere produzioni di livello. E proprio nell'era di internet, dove un mediatore sarebbe una grande medicina e antidoto alla barbarie, siamo invece in balia delle nostre ignoranze e di quelle altrui.

Si possono fare esempi a iosa: nel campo per esempio delle nuove scienze più o meno mediche o delle terapie olistiche. Fioccano specializzazioni, basta fare presenza a qualche corso di gruppo organizzato ad hoc per coprire i costi e guadagnarci sopra, e poi in pratica la vince chi si sa vendersi meglio come uomo immagine. Cosa che cozza completamente con il senso profondo della materia.

Altro campo importante? La scuola. Mio padre, classe 1943, ha studiato fino a quella che possiamo definire adesso seconda superiore: per lui, latino e greco non hanno segreti, ha una cultura immensa e soprattutto un'autonoma capacità di acculturarsi. La mia generazione, invece, spesso mi fa vergognare per bassezza di contenuti e di capacità di intelligenza. Una volta c'era la laurea di cinque anni, adesso ci sono tutte 'ste lauree brevi...e poi... la specializzazione! E rieccola! Ma la maggior parte dei giovani proviene da scuole che hanno fornito una base di studi e conoscenze inadeguata, incompleta, inefficace. E si laureano solo perché lavoro non ne trovano e allora intanto guadagnano tempo (facendo perdere soldi ai genitori, quei soldi che ai tempi di mio padre non c'erano, però c'era una scuola migliore...). 

Quando usciranno da questo bellissimo percorso di studi, i non più giovani - ormai - potrebbero entrare nel mondo del lavoro... dove troveranno cariatidi che non riescono ad andare in pensione e che per ripicca non molleranno la sedia né elargiranno esperienze. 

Ora, io non so se il futuro sarà di chi riuscirà a specializzarsi e in che modo. Per certi versi me lo auguro. Ma chi sono i soggetti che ci istruiranno, se non gli stessi che sono stati tirati su a ignoranza e pressapochismo? Con che studi o corsi ci specializzeremo, se non quelli organizzati da qualche furbacchione che ha indovinato la strada per fare soldi?

E' più facile riparare o sostituire un vaso che in un secondo cade e si rompe in mille pezzi, che riparare i danni di una goccia d'acqua che cade cade cade cade cade lasciandoci poi un bel buco. Ora siamo bucati un po' dappertutto, ecco.

Bye,
Sly 

giovedì 5 gennaio 2017

La sacralità e la maestosa bellezza del vuoto

Ciao!

Sono entrata da qualche mese in un periodo di depurazione da cose inutili. Sto facendo pulizia negli armadi, in garage, nelle borse e nelle tasche. Sto eliminando e risistemando un po' di cose. Non solo materiali.
Certo che partire da quelle materiali risulta più facile, immediato e gratificante. Possediamo tante oggetti inutili, che ci legano a stili di vita inefficaci. Zavorre di niente che ci tengono ancorati ad un suolo sterile, come i sacchi di sabbia tengono ferma una mongolfiera, che invece "chiede" solo di volare!

Così, anche il mio piccolo appartamento negli anni si è ridotto ad un ammasso di mobili, ad un incastro di superfici contenenti cose, cose, cose e ancora cose! Basta! Spazio, aria, devo respirare! Pochi oggetti, ma buoni. 
Ho iniziato con usare il perimetro della cucina per mettere le cose minime: divano, tavolo e sedie, librerie. E al centro? Due metri per tre di pavimento! Dove posso ballare, giocare con i GIGI'SS, lasciare che loro giochino, far entrare luce dalla finestra!
Oggi sono passata alla camera e allo stanzino... ho smontato e dato via un armadio che mi portavo dietro da anni come la ruota di Fantozzi, ho spostato un armadio che occupava in modo opprimente tutto lo stanzino e l'ho messo in camera dove c'è più luce e si abbina bene con la cassettiera, ora toglierò una scrivania così lascerò lo spazio sul pavimento come in cucina, ecc.ecc. 
Prossimo passo? Garage! Ho messo perfino in vendita la moto Enza!

Ora, non è che vi racconto tutto ciò per farvi partecipi di stili architettonici improvvisati da una pazzoide, ma per introdurre l'argomento. Mi sa che viene più lunga l'introduzione dello svolgimento, ma quest'ultimo sarà breve, ma intenso... d'altronde è dai tempi dei temi della scuola media che pare io abbia questo "difetto"...
Ecco, oggi ad un certo punto lo stanzino si presentava così:



libero da tutto, pulito e profumato di incenso e pronto per essere rimesso "a nuovo" come laboratorio della Sly. E mentre l'incenso andava, io me ne stavo là ad osservare questo metro e mezzo per un metro vuoto. Era bellissimo. Un vuoto pronto ad accogliere creatività, un vuoto in grado ancora di cambiare, senza vincoli, senza pretese, un vuoto di pace e serenità, un vuoto leggero e fiducioso! 
E da questo vuoto fisico mi piacerebbe condurvi al vuoto della mente, quello stato che abbiamo dimenticato troppo in fretta come si riesce a raggiungere, ma che ci porterebbe così tanto beneficio! Il vuoto dove ogni cosa non c'è e c'è alla massima potenza, c'è perché non c'è, perché dove non c'è nulla potrebbe esserci tutto! Il vuoto che permette ogni possibilità, che ci lascia lo spazio per realizzare qualsiasi cosa.

Ricercatelo più spesso il vuoto, specialmente quando vi sembra di dover per forza trovare una soluzione e subito, quando tutto vi chiama e vi confonde, entrate in quel vuoto che tutto sistema e tutto permette. E il tutto vi sarà possibile.

Bye,
Sly

domenica 1 gennaio 2017

BUON 2017!!!



Ciao!

BUON ANNO A TUTTI!!!
Di solito faccio il post di fine anno, ma questa volta ho deciso di stravolgere le abitudini! Perché ho preso delle decisioni importanti per la mia vita, che prevedono stravolgimenti nel prossimo anno e, si auspica, gloria nell'anno successivo! E allora perché non cominciare subito??? :-)

Vi sto scrivendo mentre scocca la mezzanotte e la maggior parte di voi starà facendo festa! Io invece me ne sono rimasta, questa volta come da tradizione, a casetta mia con i miei animaletti! Uno sta dormendo sul divano (Spaz) divelto dopo un pomeriggio di spiaggia, mentre l'altro sta dormendo sulla sedia (Gino) divelto da nulla, dorme tanto di suo! Che festeggiamenti esplosivi, eh???

Ma noi siamo felici così, ci manca solo il povero Sigi, ma solo fisicamente, perché è sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri!

Rinnovo pertanto il mio appello, che mai mi stancherò di fare, di riservare sempre un pensiero a chi è solo, specialmente durante le feste. Per me è una scelta, ma per altri no, e c'è molta sofferenza nella solitudine che non si sa affrontare. 

Un abbraccio e che la vita vi sia sempre amica e leggera!

Bye,
Sly & I GIGI'SS!!!

giovedì 15 dicembre 2016

Medioevo moderno



Ciao!

Siamo un paese retrogrado, siamo all'età della pietra. Un paese che ogni anno a Natale va in tilt perché gli uffici hanno troppo personale in ferie (in compenso a novembre ce n'è troppo che cazzeggia), che va in tilt a Natale per consegnare un pacco ordinato su internet in tre secondi e preparato dal fornitore in poche ore, che ogni anno a Natale va in tilt perché lavorare la domenica e le feste è sfruttamento e poi trovi gente che come buoi al giogo lavora quindici ora al giorno.

E' stupido, è ignorante, è inutile questo stile di vita che dovrebbe trovare nella tecnologia un aiuto e invece trova solo i social per vomitare veleno e dopo continua a vivere di trasporto su strada o di orari di apertura dei negozi e degli uffici che se uno che lavora ci deve andare deve prendersi un permesso.
Un paese dove il tasso di disoccupazione, specialmente giovanile, aumenta sempre più e nel frattempo lavoratori sessantenni stufi si distruggono con straordinari non pagati. Un paese dove la laurea non si consulta con l'esperienza nei luoghi di lavoro, un paese che non risponde mai degli errori commessi, che scarica barile fin dove può e infine si eclissa.


Eravamo più avanti nel medioevo, tenuto conto dei mezzi a disposizione...





Bye,
Sly

sabato 3 dicembre 2016

Le librerie




Ciao!

Oggi sono entrata in una libreria di marca, aperta da poco in un paese non molto grande e a pochi metri da un'altra libreria indipendente che esiste da parecchi anni. Quest'ultima, a gestione familiare, anche una bella libreria, tenuto conto del contesto. Già mi chiedo, però, quanto sopravviveranno se la libreria nuova a pochi metri spara in vetrina cartelli orbitali con scritto "sconto 50%"... Sarà anche giusto il libero mercato, ma a me lascia sempre più perplessa. Libero mercato e libero arbitrio. E libere cadute di stile. Ecc.ecc.

Ma torniamo a quello che voleva essere l'argomento del mio post: le librerie, ma soprattutto i libri in esse contenuti ai giorni nostri.
Mi è caduto l'occhio sul libro di Bebe Vio, atleta parolimpica di tutto rispetto. 
Il primo pensiero è stato che escono i libri ancora prima dei fatti, quasi. Infatti molti libri sono pure scritti prima in attesa che qualcuno, che ne so, schiatti. E quindi mi chiedo: quando una cosa accade ieri e oggi, se non dopo poche ore, c'è già il libro... che valore letterario può avere? Non era sufficiente un articolo di giornale di quelli scritti con professionalità, s'intende, per passare il messaggio? 
Il secondo pensiero è stato: sicuramente non l'ha scritto lei, ma uno dei tanti ghost writers... perché esistono i ghost writers? Non è giusto che non compaia nemmeno il nome in una misero risvolto di copertina! Perché non si deve citare chi ha scritto, spesso pure bene, tutto il tomo pur riportando pensieri e parole del protagonista? Perché questo svendersi pur di lavorare e queste "truffe" ideologiche pur di svendere?
Il terzo pensiero è sorto quando, dopo aver terminato il giro e aver sfogliato un volantino, ho visto che la maggior parte dei libri costava 18,00 euro. Libri completamente diversi fra loro, per genere e per livello di autore e per confezione. Come si fa, nell'era di internet e nell'era della crisi, ad aprire ancora librerie sperando abbiano un futuro facendo costare i libri 18,00 euro??? Come si fa ad aprire librerie, vendendoci testi per lo più idioti che se li chiami libri i libri si rivoltano nella tomba, che di libro hanno solo la forma e farli pagare 18,00 euro???



Purtroppo mi rendo conto che se ci sono è perché la platea di intelligentoni che esiste al giorno d'oggi compra quelle robe là. Ma a me piacerebbe che ci fossero librerie e librai coraggiosi, che capissero che bisogna ricostruire una cultura e un senso della cultura, proponendo Libri che la maggior parte di noi non si sarebbe nemmeno mai sognata l'esistenza, ma che nascondono mondi infiniti e bellissimi! Mi piacerebbe che chi può diffondere cultura, lo facesse estraneo alle logiche di un mercato ormai tristemente al ribasso di valori e che proprio da lì ripartisse una nuova energia di rinnovamento.

Ma, si sa... il libero mercato... la libera ignoranza...

A proposito: nella zona con in cartelloni riportanti la scritta "sconto 50%" ho trovato una bellissima raccolta di Testi dello Sciamanesimo siberiano e centro asiatico, che mi ha ripagato del tempo perso. Chissà se il libraio, quando mi ha battuto il prezzo, si è capacitato di aver esposto un libro del genere. E sarà ancora sorpreso che qualcuno glielo abbia comprato! :-)

Bye,
Sly 

sabato 26 novembre 2016

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE, FIDEL!


Ciao!

E' morto Fidel Castro.

E' facile per molti superficiali fare i conti solo con l'uomo che è stato per sessant'anni Lider Maximo, dimenticandosi dell'uomo che prima ha organizzato la rivoluzione. Quella stessa a cui Che Guevara, tanto idolatrato, si è aggregato e ha dato un immenso contributo. Ci sarà sempre qualcuno a cui è stato tolto qualcosa, qualcuno che ha dovuto subire un sistema, anche in modo cruento, e che ora purtroppo esulta.

Si deve anche riuscire a ragionare da cubani o da resto del mondo: non si può valutare una bella Cuba quella di Batista solo perché si poteva andare lì da stranieri e andare a cubane dalla mattina alla sera. Uno stato va prima valutato per chi ci vive. Chi siamo noi stranieri per esprimere cotanti giudizi solonici???

Ma ricordiamoci bene delle cose basilari:
- la rivoluzione cubana è partita da Fidel Castro.
- il comunismo puro è irrealizzabile, bellissima ideologia, ma nei fatti irrealizzabile
- un comandante, un governante, un capo, un Lider avranno sempre delle decisioni impopolari da prendere per qualcosa o qualcuno (l'alternativa sarebbe continuare a fare i guerriglieri senza prendere il comando, come ha fatto il Che, ma c'è bisogno di comandanti, di governanti, di capi, di Lider, che lo si ammetta o meno, c'è bisogno)

Pertanto onore a questo grande rivoluzionario e uomo di stato, onore ad una figura che ha fatto la storia con coraggio e, perché no, anche con degli errori o delle apparenti incongruenze.

Hasta la victoria siempre!

Bye,
Sly

lunedì 21 novembre 2016

A muso duro



Ciao!


Spesso, troppo spesso, incontro ragazzi, o giovani uomini e donne, che affrontano la vita a muso duro. Che si tratti di cose particolarmente impegnative o di normale routine, c'è sempre questo atteggiamento di forza, di prevaricazione. Si capisce che non è dovuto a cattiveria pura, ma semplicemente ad una convinzione acquisita che gli altri debbano sempre fregarti e tu debba necessariamente disarmarli prima.

Mi piacerebbe che insegnassimo ai nostri figli la dolcezza, invece. Che non è arrendevolezza, che non è sottomissione. Anzi, è disarmare senza aggredire per poi poter iniziare un dialogo. 
Mi piacerebbe che insegnassimo ai nostri figli a non attaccare, per non essere contrattaccati in un'inutile battaglia di intenti sterili.
Mi piacerebbe che insegnassimo ai nostri figli che le uniche armi che vediamo impugnare dal nostro "nemico" sono quelle del nostro pregiudizio nei suoi confronti. 
Mi piacerebbe che insegnassimo ai nostri figli che nessuna arma può ferirci se siamo forti davvero, ma forti davvero ci rende solo l'amore vero e incondizionato. E l'onesta emotiva.
Ci vuole coraggio ad insegnare ai propri figli tutto questo, in un mondo che viaggia in altro senso, ma se ne avessimo almeno un po' ci accorgeremmo che quel coraggio abbatterebbe le montagne, i muri, il tempo e lo spazio.
La vita non chiede di essere affrontata a muso duro, ma con dolcezza. 
E ironia :-)

Bye,

Sly

lunedì 7 novembre 2016

Referendum


Ciao!

Prende sempre più piede il tema del referendum imminente. Devo dire che, dopo parecchi anni in cui ho deciso di non esercitare il mio diritto di voto, questa volta ero quasi tentata di presentarmi al seggio con la mia bella scheda elettorale (bella in quanto mai usata e ancora nuova). La tentazione è durata poco: passo anche questo turno!

E’ vero che ormai abbiamo muratori che sono espertissimi di trading on line, ma è anche vero che poi vengono a farti la malta e dopo un anno ti ritrovi i buchi… Cosa voglio dire con questo? Che io cittadino pago tasse con il mio lavoro e con i miei acquisti per stipendiare delle persone che al mio posto dovrebbero rappresentarmi nel sistema politico, persone che dovrebbero essere oneste, serie e competenti in materia, così da affrontare e prendere decisioni mirate su argomenti tecnicamente specifici. Perché mai queste persone ora mi devono trascinare ad un referendum al posto loro? Cosa ne so veramente io, muratore-architetto-sarta-bancario-commessa-disoccupato-immigrato, a cosa effettivamente vado incontro con l’abolizione del senato?

Io capisco i referendum sul divorzio, sull’aborto, sulla droga, sulle mezze stagioni, ma un referendum che mi va a modificare un elemento inviolabile come la Costituzione Italiana non lo trovo onesto. Sembra tanto, sembra eh…, uno scaricare una futura eventuale colpa di comportamenti ambigui dei suddetti politici su un popolo manovrabile e manovrato, per poi poter dire “L’hai votato te!”.

E’ sufficiente leggere le motivazioni di chi vota no: mica perché la riforma non gli aggradi, ma solo perché l’ha proposta quel Renzi là, che poi arriveremo ad un’altra dittatura!  Io non dico mica che non sia possibile, che ne so, in un secolo e mezzo di unità d’Italia han fatto tante di quelle cose assurde alle nostre spalle! Ma se un sì o un no ad un referendum deve somigliare ad un voto di sfiducia al governo in carica… lo fai fare ad un gregge di pecore? Che ti vota sì o no a seconda dello stupido bonus che hai dato ai diciottenni se ne ha in famiglia, se no il problema non si pone. Siamo sinceri, noi italiani siamo così.

E poi sento persone riempirsi la bocca di locuzione come “Votare è un dovere!” e se gli chiedi allibito “Dovere???” ti rispondono “Sì, dovere morale!”. Gente che si sveglia solo nel weekend del referendum, poi la moralità e l’etica vanno a  finire sotto i tacchi (e qua potremmo aprire un dibattito infinito su cosa sono poi morale ed etica, ma evitiamo).
Come dite? E’ ora di svegliarsi? E’ ora di essere persone serie e responsabili? Cominciate dalle vostre vite, dai rapporti umani di tutti i giorni, dal vostro lavoro e da come lo vivete. La dignità non si costruisce votando sì o no ad un referendum nel quale ci hanno incastrato. La dignità non si costruisce partecipando solo alle battaglie che riguardano i nostri problemi e quelli degli altri li liquidiamo con un “poveretto”.

Poi sia chiaro, rispetto chi andrà a votare e anche rispetto chi si sente orgoglioso di questa opportunità. Rispetto per chi, al di là delle regolette, delle frasi fatte, di ciò che legge su internet, si fa una propria idea, anche “sbagliata”, anche inesatta, anche balorda, ma una propria idea e la porta avanti, anche attraverso il referendum. Anche.

Prima di chiudere, vorrei aprire una parentesi: i tempi cambiano, è giusto evolversi e se guardiamo la storia evoluzione c’è stata. Con molta fatica in un paese come il nostro ancorato, aggrappato, abbarbicato al vecchio, peggio di una cozza allo scoglio. Avremmo potuto evolverci di più e meglio se solo fossimo stati più coraggiosi. E non mi sto riferendo ad un votare sì o no, mi sto riferendo ad un atteggiamento tutto italiano con cui purtroppo abbiamo e dovremo sempre fare i conti, Europa o non Europa. Perciò, non si capisce perché un canone Rai me lo trovo in bolletta senza referendum e senza particolari proteste, ma un cambio sostanziale e tecnico della costituzione debba essere deciso su basi emotive di persone impreparate ed esauste.

Bye,

Sly

p.s. le idee espresse in questo post sono idee personali, probabilmente frutto di conoscenze sbagliate e pertanto si accettano giustificate critiche, anche al fine di correggere tali idee in quanto errate, non in quanto diverse dalla vostre.