lunedì 24 agosto 2015

Nobiltà d'animo



Ciao.

Il lavoro nobilita l’uomo.
Ma anche viceversa. E’ uno scambio reciproco e solo se reciproco gratificante per se stessi e per la comunità. Ci gratifica ciò che appaga la nostra soddisfazione, ciò che rende onore ai nostri sforzi.
Perché a lavorare ci vuol fatica e a lavorare bene ce ne vuole ancora di più. Ma non può bastare una fredda busta paga a bilanciare emotivamente le nostre anime. Lo stipendio è dovuto, ci mancherebbe, e servirà a pagarci la sopravvivenza (cibo, mutuo casa, spese mediche). Lo stipendio ci basta a parificare il peso della scelta di un lavoro che magari non avremmo fatto mai per scelta. Lo stipendio, se un po’ più alto, ci può far togliere qualche voglia. Lo stipendio sono soldi, necessari per vivere in un mondo che misura tutto sul denaro, il cui metro di paragone è il soldo. Sia.
Ma i soldi non ripagheranno mai lo spirito. E un lavoro ben fatto è eseguito inevitabilmente con l’anima. Dov’è l’anima al giorno d’oggi nel mondo del lavoro? Entriamo, meccanicamente eseguiamo, usciamo. Passiamo più ore della giornata in ufficio che in altri posti e il lunedì mattina non riusciamo nemmeno a raccontarci che abbiamo fatto di bello nel weekend.
Cos’è un lavoro che predilige la bramosia dei numeri da budget alla serenità di un sorriso? Cos’è un lavoro se viene fatto per catalogarlo e non per esprimere la propria propensione? Che cos’è un lavoro se serve solo a renderci ricchi e tristi, benestanti e nervosi, borghesi e insignificanti? Che cos’è un lavoro se a fine giornata non ci resta un senso di orgoglio addosso? Che cos’è un lavoro se non una manifestazione di noi?
Certo: il sistema che impera, i capi che comandano, la famiglia da mantenere, i ritmi del mondo.
Io direi invece: codardia, pigrizia, ignoranza, mancanza di un minimo di amor proprio e mancanza d’amore verso il prossimo.

Ci stiamo svuotando, scolorendo, opacizzando, ci stiamo consumando, sporcando, strapazzando, ci stiamo smarrendo, appannando, svilendo. Ci stiamo morendo addosso. 

Bye,
Sly

lunedì 20 luglio 2015

UN ANNO DI GIGI'SS!!! Pubblicazione...


Ciao!

Quella che vedete è la copertina della mia nuova pubblicazione!
I GIGI'SS sono Spaz, Sigi, Gino e anch'io dai! Insomma, la nostra famigliola pelosa!!! L'estate scorsa ci formavamo ufficialmente e nel frattempo in facebook abbiamo raccontato le nostre milllllllle vicissitudini!
Questa è una raccolta delle più carine e divertenti, per farvi passare un po' di tempo in nostra compagnia :-) 

Il guadagno della vendita dei libricini sarà interamente devoluto al Rifugio del Cane di Villotta di Chions, canile dove c'era il Sigi! Quindi di seguito un po' di info tecniche sull'opera e su come fare per averla:

- il libricino è composto di 70 pagine e ha un costo (spedizione compresa, in caso di spedizione) di 10 euro. Ovviamente se si abita vicini, ci si vede per la consegna così al canile andranno più soldini!

- chi fosse interessato può contattarmi alla mail sly_borghi@tiscali.it dove ci scambieremo tutte le informazioni necessarie.

- se qualche canile o associazione fossero interessati ad un congruo numero di copie, possono contattarmi alla mail e gliele farò avere a prezzo di costo.

Sarebbe bello ci fosse un intenso passaparola e che questo libricino potesse essere usato anche come dono al posto di cose inutili o scelte a caso. Così potremmo aiutare tanti canini e gattonzoli! :-D

Dai, venite a divertirvi con I GIGI'SS!!!

Bye,
Sly

martedì 23 giugno 2015

Quando un libro parla...



Ciao,
non è facile che un libro mi faccia commuovere, questo ci è riuscito. Di seguito la recensione.

SONO MAMADOU di Daniele Benvenuti

Quando Daniele Benvenuti, scrupoloso e prolifico giornalista e scrittore, mi chiese di partecipare con un mio contributo a questo libro, non avevo ben compreso la figura di Mamadou Sy. Che era un pugile e che era venuto a mancare troppo giovane l’avevo capito, ma leggendo l’intero libro ho scoperto un mondo di amicizia, aiuto reciproco, riconoscenza e tanto tanto cuore.
Si dice che i friulani siano freddi. Si dice che la boxe sia uno sport cruento. Si dice che i clandestini siano il problema dell’Italia. Mamadou e la sua storia riescono a farci capire quanto si possa e si debba andare oltre ai luoghi comuni, riscoprendo un cuore e un sorriso in ogni anima e in ogni situazione.
Difficile non commuoversi leggendo la sua storia, raccontata con maestria e colore da Daniele, in un tributo emotivamente dovuto perché fortemente voluto, e che si estende a tutte quelle persone che, aiutando Mamadou, hanno scommesso nell’amore e hanno vinto.

Il Nostro, come viene spesso chiamato dall’autore, è un ragazzo senegalese, che a diciotto anni decide di raggiungere l’Italia in uno dei tristemente famosi barconi. Ce la fa e vi entra da clandestino, scegliendo Trieste come punto di partenza e restandoci poi per i successivi otto anni. Dopo varie peripezie, tra cui anche qualche decreto di espulsione, arrivano i primi aiuti da parte di una famiglia triestina, di un dentista e di altre buone anime. E arriva anche l’aiuto dello sport, con la boxe e la palestra Audace. L’animo di Mamadou lo si può leggere nel suo fantastico sorriso. Il ragazzo diventa fratello, amico, figlio, ricambiando senza riserve ogni fiducia in lui riposta.
Purtroppo a soli ventisette anni, per una banale caduta, Mamadou ci lascia. Ma di lui resta tutto nei cuori di coloro che lo hanno conosciuto. E anche di quelli che leggeranno questo libro, ne sono certa.

Mi è piaciuta l’idea di Daniele di far, in un certo senso, continuare a vivere Mamadou nel racconto finale, regalandogli qualcosa che avrebbe apprezzato e che a tutti noi avrebbe fatto piacere accadesse. Un match di boxe che, si sa, può parafrasare una vita intera.

Vi consiglio di leggere questo libro: perché è scritto bene, perché ci sono tante cose belle da conoscere e capire, perché i proventi andranno all’associazione Mamadou Sy e alla famiglia del ragazzo facendo sì, in qualche modo, che il suo sorriso non si spenga.


Sly

Ciao Mamadou!

Bye,
Sly

mercoledì 3 giugno 2015

L'importanza di essere giovani... per gli altri!


Ciao!

Qualche giorno fa, niente popò di meno che l'FBI ha fatto un'irruzione alla FIFA arrestando non so quanti dirigenti per tangenti. Il capo supremo da una marea di anni, Blatter, è rimasto stranamente intoccato (o intoccabile?). Nel frattempo era prevista l'elezione di un nuovo capo, conclusasi con la riconferma di Blatter come se niente fosse e che infatti non capiva perché avrebbe dovuto dimettersi.
Ieri però ha dovuto capitolare, in quanto hanno trovato una mail che lo incastra e che dimostra che lui sapeva tutto... ma va? Un genialoide tra l'altro colui che che pianifica tangenti via mail, bisogna dirlo.

Perché racconto ciò, che purtroppo quasi non fa più notizia, tanto tutto questo schifo sia quasi la normalità? Per soffermarmi su un fattore che sostengo da tempo: il fattore età in certi ruoli dirigenziali o comunque di rilievo sociale e la durata delle cariche.

Blatter ha 79 anni, un sacco di politici italiani superano l'ottantina, molte cariche societarie e politiche in generale sono occupate da ottuagenari che, anche se non incartapecoriti come quelli di una volta, non possono però trarci in inganno. 
Le cariche  importanti vanno date a gente più giovane, con il logico supporto tecnico dell'anziano. Perché così facendo il giovane è supportato là dove l'esperienza per forza di cose gli manca, ma nel frattempo aggiunge quell'entusiasmo che all'anziano per forza di cose è venuto a mancare. Ma soprattutto il giovane risponde di ciò che combina e se combina guai ha vita abbastanza a disposizione per pagare, perciò magari ci pensa due volte prima di.

Infine, cosa ci fa uno per diciassette (17!) anni filati presidente di un organo come la FIFA (per chi non lo sapesse parliamo di calcio.. detto tutto!)??? Come mai stava seduto da tanto tempo su quella poltrona costui? Come sempre, tutto era ovvio, tutti sapevano, tutti usufruivano (perfino il Sud Africa per ospitare i mondiali) e nessuno più si meraviglia. Amen.

Ecco, ora dico l'ultima e poi mi taccio: al di là che Renzi mi stia simpatico come un cavoletto di Bruxelles, sarebbe anche bene - quindi - agevolare la sua intraprendenza e il suo entusiasmo (chiamiamoli così...), ma sarebbe ancora più intelligente che i vecchi del suo partito (...) invece di affossarlo si mettessero nella buca del suggeritore. Per il bene del paese, una volta tanto.

Bye,
Sly

domenica 24 maggio 2015

Un secolo fa...

Ciao!

Il 24 maggio è una data tristemente famosa, ma quest'anno è particolarmente significativa in quanto sono passati cento anni dal 24 maggio più famoso: quello del 1915, quando i fanti passarono il Piave e l'Italia entro in guerra. La prima guerra mondiale.

Fa strano pensare che è passato un secolo... che ormai sono tutti morti comunque anche di vecchiaia, che ci restano "solo" le canzoni e i libri di storia. Fa strano pensare a quante generazioni si sono succedute, a quali altre guerre ci sono state, a come in questo secolo siano cambiati i mezzi e i modi del vivere, ma anche del combattere.

Io fin da piccola ho sempre sentito l'espressione "Ragazzi del '99", ci sono anche le vie cittadine dedicate ai ragazzi del '99... e poi la canzone del Piave che mormorava... Eppure la guerra è stata ben altro: morti, tanti morti, troppi morti, troppo giovani. Potremo forse solo lontanamente immaginare come poteva essere vivere a quei tempi. Speriamo di non dimenticarcelo mai del tutto.

Vabbé, il testo della canzone però lo devo mettere!

Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...

Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti!

S'udiva intanto dalle amate sponde,
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero,
il Piave mormorò:
«Non passa lo straniero!»

Ma in una notte trista
si parlò di un fosco evento, 
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento...
Ahi, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto! 

Profughi ovunque! Dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti!

S'udiva allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l'onde:
come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
il Piave mormorò:
«Ritorna lo straniero!»

  E ritornò il nemico;
per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame...
Vedeva il piano aprico,
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora...

«No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
«Mai più il nemico faccia un passo avanti!»

Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteron l'onde...
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
«Indietro va', straniero!»

 Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento...
E la vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti...

Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!

Sicure l'Alpi... Libere le sponde...
E tacque il Piave: si placaron l'onde...
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri!


Bye,
Sly

lunedì 27 aprile 2015

L'unica regola

Risultati immagini per oppressione

Ciao!

Ricordatevi sempre, tutti, che la REGOLA N.1, anzi, L'UNICA REGOLA E':

NON ROMPERE I COGLIONI!

Se ti accorgi che il mondo frana sulla testa di uno, lascia che frani, fai finta di non essertene accorto, meglio tonto che rompicoglioni!

Se ti accorgi che una cosa potrebbe essere fatta meglio e prima, lascia che continuino a farla male e in ritardo, fai finta di non sapere niente, meglio ignorante che rompicoglioni!


Se il mondo fa cagare, se avessi la chiave magica perché tutto andasse meglio, lascia stare, resta nella merda e fai finta di niente, meglio sporco che rompicoglioni!


Se è finita la birra bevi acqua, e pure quella di rubinetto, fai finta di niente, meglio sfigato che rompicoglioni!


Se qualcuno ti rompe i coglioni, sparagli subito, che si renda conto: meglio morto che rompicoglioni.


Sly

lunedì 6 aprile 2015

Finché non ci scappa il morto

Ciao!

E' successo che qualche giorno fa un aereo tedesco si è schiantato sui monti tra Spagna e Francia. Centocinquanta morti.
Subito la situazione è apparsa strana, non configurabile con un normale guasto tecnico, né con un attentato terroristico.
Scava di qua, ascolta la scatola nera di là, ravana un po' in internet e che si scopre? Che il copilota era depresso e aveva architettato di suicidarsi, ma coinvolgendo tutti i passeggeri e gli altri membri dell'equipaggio. Siccome aveva percepito e/o intuito che la sua idea poteva non trovare d'accordo gli altri, ha approfittato di una lacuna mostruosa nelle regole di volo e, chiusosi dentro la cabina, ha portato a termine il suo gesto.

Dopo l'attentato alle Torri Gemelle si è deciso che le cabine di pilotaggio dovessero essere chiuse e apribili solo dall'equipaggio all'interno. Quindi, che è successo, che il pilota doveva fare pipì ed è uscito... e quell'altro si è chiuso dentro. 
Ora, non mi ricordo su quale nazione i bagni sono dentro la cabina. In America invece i membri dentro la cabina devono essere almeno due, quindi se uno si assenta deve chiamare un terzo a sostituirlo. Ovvio no?
A quanto pare in Europa no. In Europa, perfino nelle perfettissima ed efficientissima Germania, bisogna aspettare che ci scappi il morto per capirlo. E qui sono morti in centocinquanta per non aver pensato a una cosa così ovvia, ma così ovvia...

Volevo solo dire che, certo, questo è un caso... certo può capitare... il problema è che la maggior parte delle cose funziona così, specialmente nel modo del lavoro! E che spesso per fortuna sfacciata non succeda niente non è una regola di sicurezza!

Ah, a proposito... non c'entra col suicida, ma visto che ci siamo: Expo a Milano... sappiate che tra tangenti e bustarelle sono rimasti talmente indietro con i lavori, che non c'è tempo di fare i collaudi delle strutture! Abbiamo mezzo mondo in casa e rischiamo di seppellirlo. Che bella figura!

Bye,
Sly

mercoledì 11 marzo 2015

Fecondazione eterologa

Ciao!

E' di questi giorni la notizia che la prima donna in Italia che ha potuto procreare con la fecondazione eterologa ha partorito due gemelli.
La fecondazione eterologa è quel processo per cui una coppia può avere figli con il seme maschile o con l'ovulo femminile di qualcuno esterno alla coppia. Nel caso succitato la donna ha fatto inseminare ovuli di un'altra donna fuori dal suo corpo e poi, a cinque giorni di vita, le sono stati inseriti e la donna ha portato avanti la gravidanza.

Sono stata tacciata di bigottismo cattolico e di ignoranza sentimentale e di ristrettezza mentale e di incapacità di dialogare. Ma io continuo a pensare che certi accanimenti contro ciò che la natura ci ha riservato, siano solo frutto di paranoie e carenze psicologiche. Credo che avere figli, diventare ed essere mamma siano esperienze immensamente intense, ma se anche una donna non riesce a viverle e provarle possa essere donna lo stesso. E che una donna equilibrata sa anche farsi una ragione di certe sfortunate mancanze che le sono potute capitare. E che il vero amore non è solo per ciò che è nostro: il vero amore è, senza bersaglio e senza etichetta e senza codice fiscale.

Volevo scrivere un post lungo e particolareggiato, per spiegare bene e meglio, ma poi chi se ne frega. A buon intenditor poche parole. 

Bye,
Sly

sabato 14 febbraio 2015

Quanti santi inutili...

Ciao!

Avevo erroneamente pensato che il periodo ultimo di agonia prima della nuova estate fosse quello di Natale e Capodanno, ma mi sbagliavo: c'era ancora il rigurgito di metà febbraio con il festival di San Remo e la ricorrenza di San Valentino! 

Per quanto riguarda il primo santo... come da tradizione in questo blog non ce ne frega una beata mazza. Perciò se volete sapere chi ha cantato, chi ha vinto o vincerà e polemiche di bassa levatura morale e intellettuale, cercatele altrove. A me è bastato vedere che una delle vallette dell'uomo abbronzatissimo che conduce è Arisa... cioè, Arisa una valletta... ma una volta non c'erano delle graziose e inutili farfalline che sbucavano da angoli remoti e che tanto rendevano l'effetto effimero quanto stolto ma oltremodo esteticamente apprezzabile, tipico della valletta??? Bah...

Per quanto riguarda il secondo santo... idem come sopra, direi! Noi si preferisce di gran lunga San Faustino, che tanto qua in casa GIGI'SS siamo tutti anarchici, ma collaborativi!

Perchi non sapesse chi sono i GIGI'SS farei un riassunto delle puntate precedenti (che a breve servirà per altre comunicazioni di servizio): c'era una volta la Sly, che conviveva con il canino nero Spaz da circa undici anni. Quand'ecco aggingersi alla famiglia il canino biondo anziano Sigi e il gattonzolo cucciolo nero Gino. E divennero i GIGI'SS! :-D Ne abbiamo da raccontare! Stay tuned!

Bye,
Sly

domenica 1 febbraio 2015

Abemus Presidente


Ciao,
ebbene, come da previsioni del super stratega (nonché presidente del consiglio non eletto) Matteo Renzi, forte di un centro destra allo sbando, alla quarta votazione è stato eletto il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana: Sergio Mattarella. Voti 665: Pertini ne aveva ottenuti più di 800 e sui 700 c'erano persino Ciampi e Cossiga...

Ora, è ovvio che chi sia veramente un politico ultrasettantenne, ultimamente nell'ombra, lo sanno veramente solo quelli di una certa età, coloro che erano attivi in politica ai tempi della democrazia cristiana... A noi ci salva internet e qualche bel articolo di opinionisti seri.
Sergio è il fratello del più "famoso" Piersanti, ucciso dalla mafia. E questo mica fa di lui un santo, sia chiaro. Infatti, salta fuori che Sergio era uno di quelli, insieme al sindaco di Palermo (suo concittadino) Leoluca Orlando che si scagliò contro Falcone e il suo operato, facendo in modo che giudice si trasferisse a fare altri lavori a Roma. E da lì tornava quel giorno che saltò in aria come tutti sanno.
Ora, mi rendo conto che finché andiamo a ravanare presidenti tra i politici della prima repubblica, è difficile trovarne uno di completamente pulito o indenne da passi falsi. Ma ci sono dei fatti che vanno oltre e, come con Cossiga, quando certi comportamenti portano a fatti luttuosi (Aldo Moro e Giovanni Falcone) il peso sulla persona non può passare indifferente.

Ah, poi altre cose... tipo il mattarellum (legge elettorale), ha appoggiato la candidatura del mafioso Vito Ciancimino a sindaco di Palermo, ha proibito un concerto di Madonna perché aveva delle scene profane, è interista... la Rosy Bindi che piange di gioia appena sa della sua candidatura... 

Poi può anche essere che fare il Presidente sia altra storia, che magari Mattarella lo farà anche bene... cioè stando zitto e firmando pure la scritta t'amo sulla sabbia... così da permettere allo showman Renzi di splendere in tutta la sua luce propria... radiottiva, al momento.
Certo che oggi Mattarella ha telefonato all'ex Presidente Ciampi esordendo con "Tu sei per me un punto di riferimento"... ah benon! Cominciamo proprio bene...

La cosa entusiasmante di questa elezione, comunque, è stato il clima da nomination modello Grande fratello o Isola dei famosi. Una cosa di gusto provinciale e pessimo, che di politico aveva ben poco. Per fortuna (...che culo!) ci ha pensato lo showman del Presidente del Consiglio in carica autoelettosi, che ha tessuto qualche trama politica, che tanto ricordava la scuola democristiana... ma così per dire... per dire.

Vorrei concludere con delle chicche elettorali, e non, del periodo in corso:
- Mattarella, appena eletto, si è mosso a bordo di una Panda e tutti lo hanno elogiato per la sobrietà... anche Renzi era arrivato in Smart e ora va a sciare con il jet privato pagato da noi...

- il portale Tiscali, ad ogni votazione riportava l'esito e il vestito della ministra Boschi, a pari importanza, con tanto di foto... della ministra ovviamente, circondata di tentacoloni panciuti dai capelli bianchi...

- nell'era tecnologica è per lo meno bizzarro vedere come mille onorevoli votino per l'elezione del Presidente con tanto di foglietto di carta, matita e urna di vimini...

- concludo con l'ennesima twittata idiota del Renzi... Premessa: la disoccupazione nel mese di dicembre, quindi rispetto a novembre, è diminuita dello zero virgola zero zero qualcosa e a dicembre ci sono stati centomila posti di lavoro in più rispetto a novembre. Ovviamente il twitt era di gioia e gaudio e fiducia nella crescita. Peccato che non abbia scritto a che mese si riferiva, che quando negli altri 11 mesi non si migliora una mazza non twitterà, che a ottobre eravamo messi così male che non si vedeva tanto male dal duemila e poco più... e lui è stato zitto zitto...

Ma io ogni tanto mi dico che se gli italiani credono a tutto ciò che vedono e leggono... forse si meritano anche tutto ciò che vedono e leggono. 
Buon lavoro Presidente! Si ricordi che Cossiga è stato zitto due anni prima di dare via all'embolo e alle picconate, magari lei prenda subito una posizione.

Bye,
Sly